● Nessuna Certezza ●        [Un blog che spesso parla da solo]      




{ lunedì, 19 maggio 2008 }

Se il futuro arrivasse presto.

Ti ritrovi che è lunedì e non sai perchè.
Perchè non ti sei accorta del tempo che trascorreva durante il fine settimana. Forse quando scivola via placido, senza strappi o bruschi inceppi funziona così, che ti ritrovi al lunedì e non ti rimane granchè tra le mani ma quel poco che ti rimane è utile a ricominciare.
Era tempo che non mangiavi fave e salame di Varzi. Il locale era caldo, profumava di legno e fuori pioveva forte. Hai abbinato una Menabrea al filetto al pepe verde ed hai sorriso, rifiutando il dolcetto e guardando la faccia di approvazione del cameriere. Nessun discorso impegnativo perchè Effe non era nella serata per decidere se avere una relazione con suo diretto superiore ed io non ero in vena di buoni consigli. Qualche sms gentile arriva e riceve risposta perchè la gentilezza non va mai lasciata camminare da sola.
Sei in una fase in cui non sai se ha più coraggio chi resta, esponendosi, o chi gira sui tacchi mostrando le spalle e opponendo un io non aspetto niente e nessuno. Perchè ti piacerebbe poterlo dire e se lo dicessi nessuno potrebbe intuire la mezogna. Ma non hai voglia di mentire.
Non solo, non hai nemmeno voglia di omettere. Ma questo, invece, lo fai sempre, sistematicamente, fino ad un punto ben preciso, oltre il quale non sei più andata da tempo.
Alla terza Menabrea accantoni ogni pensiero molesto e inizi a fare considerazioni tipicamente femminili e irriverenti su ogni presenza maschile a tiro d'occhio. Effe chiede un caffè e ti segue, a ruota.
E oggi si riparte.

Ennesima deriva di CrisalideInversa ©
Permalink ● 09:57 ● commenti (3)




{ venerdì, 16 maggio 2008 }

Dediche

Questa mattina ho indugiato tra le lenzuola finchè ho potuto.
Ero sveglia e mi godevo la luce del sole che seguiva il suo percorso sulle ante del mobile mentre io, con un occhio aperto ed uno chiuso, ascoltavo Barry White alla radio.
Ho tre libri sulla scrivania, ho pensato. Tre libri con tre dediche a penna, la data, la firma e tre destinatari che quei libri non li hanno ricevuti.
Sono ben strana. Perchè io con le persone mi muovo scompostamente, con tempi indefiniti e sincopati. Posso entusiasmarmi per pochissimo, impennarmi, volare altissima, idealizzando, e poi precipitare giù giù, disturbata da altrettanto poco e divergendo, velocemente.
Quei libri stanno lì, orfani di un lettore. Li leggerei io, se non fosse che regalo solo libri che ho già letto e che mi hanno (in)segnato.
Insomma, stavo lì nel letto e ho pensato di strappare la prima pagina e portarli al centro accoglienza, assieme a qualche indumento dismesso.
Poi ho pensato che una pagina strappata è come una minaccia, un vuoto smarrito che frastorna e indispone. Così lascerò la dedica e la data e la mia firma illeggibile.
E speriamo che a qualcuno qualcosa arriverà, al centro.

 



[ foto di Cris© ]


Ennesima deriva di CrisalideInversa ©
Permalink ● 09:15 ● commenti (34)




{ mercoledì, 14 maggio 2008 }

Odori

Dormo con le finestre socchiuse da qualche settimana e questa mattina mi sono svegliata con una lama di sole che entrava nella stanza accompagnata dall'odore forte dei fiori di tiglio.
L'odore dei fiori di tiglio mi ricorda da sempre la mia infanzia, quando a metà di giugno, correvo fuori dalla scuola elementare in piazza Vittorio Veneto e gli alberi di tiglio riparavano dal sole la panchina su cui sedeva mia madre, aspettandomi.
E poi, l'odore della cartella di pelle rossa, quando le cartelle si chiamavano cartelle, mica zaini. Quello della gomma pane e della carta assorbente colorata tra le pagine dei quaderni Fabriano.
Ricordo l'odore dell'appretto con cui veniva stirato il mio grembiule nero col collo di cotone bianco, ricamato con le iniziali del mio nome e cognome.
Quello dell'orto dei nonni appena innaffiato nelle giornate d'estate, al tramonto, quando dalla terra si alzava il profumo pungente delle piante di pomodoro e peperone. Ricordo il profumo lezioso dei giacinti lungo il vialetto di ingresso e quello delle albicocche appena staccate dai rami, in bilico sulla scala di legno.
E ancora, l'odore della cipria compatta di mia nonna, nella sua confezione di madreperla blu, e della sua pasta al forno sistemata al centro del tavolo di noce, in sala da pranzo.
La mia infanzia è l'odore dei saccottini e delle gomme profumate chiuse nella scatoletta di cartone con il mulino disegnato sopra.
La crema viso che usava mia madre quando non aveva ancora quarant'anni e non si preoccupava delle prime rughe. La colonia di mio padre mista al sudore quando scendeva dalla corriera delle diciotto e quaranta ed io gli saltavo al collo in balìa di una dilagante tenerezza.
E' l'odore della pasta fresca all'uovo che attraversava il cortile, dal laboratorio al piano terreno, e saliva fino alla finestra della cucina.
E dei tappi di sughero che mia madre portava a casa dall'ufficio dell'azienda dove lavorava.
Penso ai profumi stamattina, ed è come una feritoia da cui spio me stessa, piccola e serena e inconsapevole.
E' l'unica chiave disponibile che possiedo.

Ennesima deriva di CrisalideInversa ©
Permalink ● 10:04 ● commenti (22)




{ lunedì, 12 maggio 2008 }

Fiera del Libro

Entro alla Fiera del libro quando il cielo sopra Torino è un tappeto di nuvole rapide color ferro.
Entro e spalanco la bocca come dopo una lunga apnea. Mi piace l'odore dei libri, mi piace vederli esposti, mi piace poterli toccare, aprire a caso, appropriarmi di qualche riga della loro storia.
Cammino tranquilla tra gli stand dei padiglioni con un percorso disciplinato in testa. Le cuffie dell'i-pod alloggiate nelle orecchie, il circostante mi sembra un film muto e frenetico.
Le standiste con il sorriso da passaporto, le camiciole azzurre con le manichine a sbuffo e i pantaloni a vita troppo bassa.
L'angolo Rai in cui Giorgio Faletti parla e parla ed io lo vedo come un pesce che boccheggia nell'acqua.
Il totem di libri incastrato tra un pavimento ed un soffitto di specchi, replicato all'infinito nell'obiettivo della digitale.
Mi sfilano accanto Beatrice Borromeo, Marco Travaglio e Chiamparino, nell'ordine, ma mi fermo solo accanto a Mauro Corona -perfettamente a suo agio vestito da trekking- che sembra lasciare l'odore degli aghi di pino dei boschi da cui viene e da cui scrive.
Cammino tranquilla e penso che ogni lettore, quando legge, legge se stesso. Chissà cosa troverò, di me, dentro le pagine dei libri di William Boyd e di Alan Spence che ho scelto nello stand di Neri Pozza -le loro copertine sono piccoli acquerelli incredibilmente eleganti-
Passano cinque ore e decido che ho visto il visibile e camminato il camminabile. Sono stanca, sazia, ho gli occhi che bruciano e la bandoliera che taglia la spalla sinistra.
Prendo in corsa il treno delle 18,28 e fino alla mia stazione chiudo gli occhi in un riposo approssimativo, rabberciata su un sedile di seconda classe.

 

 

 

 

[ foto di Cris© ]


Ennesima deriva di CrisalideInversa ©
Permalink ● 10:18 ● commenti (33)




{ giovedì, 08 maggio 2008 }

(extra)ordinary day

Sono giorni di piccoli spostamenti circolari, perfetti, di manciate di piccole considerazioni sparse al vento come miglio. Io tengo le mani nelle tasche e osservo gli uccelli beccare.
Ho pensieri incollati alla pelle come foglie bagnate che si modellano alla figura, ma sono tranquilla.
Si può imparare ad amare l'ombra dietro il sipario più della vista dell'attore.
Sposto una ciocca di capelli dietro l'orecchio: quando inizia a far caldo mi viene sempre voglia di tagliarli corti. E poi, no.

Ennesima deriva di CrisalideInversa ©
Permalink ● 09:37 ● commenti (22)




{ martedì, 06 maggio 2008 }

Era il duemilasei

Sono quasi due anni che non parlo con Golem.
E' dipeso da me, perchè alla fine io resto la solita intransigente assolutista del cazzo.
La vita che si fa, l'evoluzione dell'essere senza meta con meno senso del dramma mi hanno portato a riconsiderare l'importanza che Golem ha avuto nella mia vita.
Questa mattina, poi, mi sono svegliata bruscamente ed ho ricordato il sogno che ho fatto questa notte. Sembrava il duemilasei. Era il duemilasei e c'era lui e c'ero io e, a dividere come ad avvicinare, i nostri discorsi, le nostre discussioni.
Solo che nel sogno lui non stava bene. Insomma, mi sono svegliata e gli ho scritto un sms, inviandolo ad un numero di telefono che probabilmente nemmeno più utilizza.
Una sciocca premura, un gesto dettato da un sentimento indeciso come una promessa di rigenerazione.
Io e Golem ci siamo conosciuti per caso e per caso abbiamo iniziato a chiacchierare. In un momento di difficile disincanto per entrambi ci siamo avvicinati e compresi poco a poco, parlando.
E abbiamo parlato tanto prima di vederci. Mesi, stagioni: temporeggiando, silenziando legittime difese, incastrando con perizia i miei vuoti nei suoi pieni.
Lui dalla vita voleva ed aveva sempre ottenuto tutto, io tutto quello che avevo ed ho ero me stessa.
Nessun punto in comune nelle nostre esistenze, nessuna assonanza, nessun legame se non il desiderio di confronto, un po' di curiosità e affetto -o qualcosa che gli somigliava davvero tanto-
Ci vediamo un sabato di aprile, ricordo ancora come ero vestita, ricordo dove ho parcheggiato e i passi contati uno ad uno fino al portone di casa sua.
Ricordo la sua dolcevita nera e la sua altezza imperiosa, ricordo di aver pensato tanto vale togliermi i sandali ché accanto a lui resto comunque minuscola.
Mangiamo tortillas con salsa per aperitivo e alla cena nemmeno arriviamo.
Ricordo di essermi sentita felice ma smarrita, di aver ascoltato e riconosciuto con le mani, palmo contro palmo, di aver integrato con odori e gesti e sguardi le parole, più familiari. Ricordo di avergli chiesto più volte di parlare perchè la sua voce mi ancorasse al momento e mi confortasse.
E ho nitida nella mente l'immagine di lui sulla moto che m'accompagna fino alla tangenziale, di me che guido e del libro di Altieri sul sedile passeggero -per chi combatte e vince-
Dopo, tutta salita. Faticosa, aspra. Io, la solita intransigente assolutista del cazzo. Lui, l'individualista incapace di concedere certezze.
Ho ancora il regalo che gli ho comprato in Tunisia e che non si è venuto a prendere.
Lui, forse, intravede ancora il riverbero di qualche mia parola o sguardo.
Resta che io stanotte ho sognato che non stava bene e vorrei tanto sapere che così non è.
Nonostante si abbia disimparato a cercarsi.




Ennesima deriva di CrisalideInversa ©
Permalink ● 09:43 ● commenti (30)




{ lunedì, 05 maggio 2008 }

In meno di dieci righe

Al fare ci si può avvezzare, come al non fare.
Passi giornate a scegliere mete, calzare scarpe da ginnastica, raccogliere i capelli sulla nuca e lasciarti struccata, prendere la macchina e andare.
Prendi battelli e godi del beccheggio, fotografi giardini e pavoni e pavonesse scegliendo la luce più calda. Compri sandali, sfili sotto arcate di glicini, respiri l'odore salmastro della riva, tieni in mano il tepore dei momenti che vivi e vai avanti. Senza consentire ai pensieri di affondare, taglienti, perchè l'importanza della leggerezza è compresa tra l'indice ed il pollice, come un filo d'erba. Difficilissima da trattenere.
Sulla tardiva primavera del tuo malcontento piovono pollini e ingrassano le papere sul lungolago.





 

 

 

 

 



[ Foto di Cris © ]


Ennesima deriva di CrisalideInversa ©
Permalink ● 09:40 ● commenti (13)




{ lunedì, 28 aprile 2008 }

(in)canto di Mantova

Passeggiare per Mantova è come camminare nei sentieri della storia.
Le strade del centro sono interamente lastricate di ciottoli dispettosi e le giovanissime mamme indossano scarpe da ginnastica e spingono passeggini sportivi con gli ammortizzatori.
A Mantova si mangiano l'oca e la frittata di rane, si beve vino vivace appena dietro l'edicola di Virgilio e si pedala lungo il Mincio per chilometri senza intravedere una sola cartaccia.
A Mantova si sente chiacchierare e ridere come in pochi altri posti in cui sono stata, c'è un ordine armonioso che sospende la tua abitudine alla prudenza, perfino i fiori non sbocciano a caso.
Palazzo Te ospita la mostra La forza del bello, meravigliosa. La capacità dei greci di narrare il mito è stupefacente e l'accostamento della loro arte alle sale affrescate da Giulio Romano ti conquista, letteralmente. Resto a guardare la Venere Callipigia per dieci minuti e raggiungo il Conte ed Effe davanti al Vaso di Eufronio, con calma. Il torso di Kouros ha duemilaecinquecento anni di vita e ti carica di un giusto senso di pochezza di fronte al tempo e al suo inappellabile scorrere. Riesco a fotografare solo il giardino dell'esedra, la Loggia di Davide ed il cortile d'Onore, all'esterno. Ma è giusto.
Decidiamo di dormirci, a Mantova, di rinviare la visita a Ferrara, di non tornare a casa. Scompaginare i programmi fatti non mi disturba affatto ed è il regalo più bello che questa città mi fa.


                                                [ Cortile d'Onore, Palazzo Te, Mantova - Cris© ]





                                                  [ Giardino dell'esedra, Palazzo Te, Mantova - Cris© ]


                                                                               [ relax - Cris© ]





                                                                    [ Palazzo Ducale, Mantova - Cris© ]





[ Sant'Andrea, Mantova - Cris© ]




Ennesima deriva di CrisalideInversa ©
Permalink ● 10:02 ● commenti (23)







"I giorni e le notti suonano in questi miei nervi d'arpa. Vivo di questa gioia malata d'universo e soffro per non saperla accendere nelle mie parole"
● Giuseppe Ungaretti

Che poi, la mia vita si riassume nella ricerca del piacere, nel suo timore e, soprattutto, nell'insoddisfazione degli intervalli. Il problema, spesso, è la durata dell'intervallo.
● Cris ©


milanesedabere in Se il futuro arrivas...
attimideterno in Se il futuro arrivas...
uovokiller in Dediche
unosguardolieve in Dediche
passaggisegreti in Dediche
lapidario in Dediche
CrisalideInversa in Dediche
lapidario in Dediche
CrisalideInversa in Dediche
lapidario in Dediche


Assolutamente emotiva
Decisamente testarda
Innegabilmente curiosa
Volutamente egocentrica
Puntualmente beffarda
Essenzialmente sensibile
Lunaticamente mutevole
Imponderabilmente fatalista
Compulsivamente precisa
Sinistramente vendicativa
Discretamente colta
Intenzionalmente ermetica
Sfacciatamente accidiosa
Evidentemente permalosa
Sibillinamente allusiva
Tendenzialmente insofferente
Insospettabilmente timida
Verbalmente fantasiosa
Ombrosamente sorridente
Intrigantemente feticista
Eticamente corretta
Cerebralmente competitiva
Spinosamente polemica
Godibilmente ironica
Gioiosamente seduttiva
Sostanzialmente selettiva
Fastidiosamente orgogliosa
Fisicamente morbida
Spudoratamente lasciva
Concretamente affidabile
Intimamente densa
Preoccupantemente selvatica
Occasionalmente scrittrice
Visceralmente appassionata
Perfettamente vulnerabile

[Cris]©












 *loading* 












Miss Boucheron



www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from Crisalide.Inversa. Make your own badge here.


r e m e d e r i v e _ o c c a s i o n a l i u b i k i n d r e d p a s s a g g i _ s e g r e t i
b a r o n  _ d' _ e l b i a n c a q u e l l o _ c h e _ m a n c a h e l a d o s
c u c c h i a i n o d u e _ n o v e m b r e e c c e m a r c o e l o i s e
s u r l y _ c u r l y f a t b o y i p p o c a m p o e l g a t o b o
g r a f f i (a) t i d o l p h y n r a e l _ i s _ r e a l d i a n t h u s
c a l m a l o s t _ c a u s e m a r i a n n a _ d o t _ G r e b o w s k y
b l u _ m o s q u i t o a t t i m i _ d _ e t e r n o p a b l o s h i r a s a y a
p i s t a ! q u e s t i _ a m a n t i A N T O N Y r o b e r t o _ t o s s a n i
s e m p r e _ p r e s e n t e . l a _ m o r t e _ n o n _ é _ n i e n t e I v a n l i g h t s w a n n
g h i a n d a t r i s t a n o v i r i d i a n _ w o r d s y u k i k o
m a l e _ d i _ m i e l e m i l a n e s i n a m a r e _ r i f l e s s o f i g l i o _ d e i _ s o l i
d a v i d e _ m a n v o l a m i _ a d d o s s o g e r t i l a i d i s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Montale... tutto ● viaggiare, ovunque, purchè non sola ● il mio gatto che fa le fusa ● i miei pochissimi Amici ● l'opera omnia di J.S.Bach ● le giornate di sole in inverno ● guidare la macchina quando la senti rispondere docilmente e scivolare sicura incollata alla strada ● i Sonetti di William Shakespeare ● i profumatissimi saponi provenzali ● innamorarmi ● Jack Nicholson ● Someone to watch over me di George Gershwin ● scrivere ● il suono della viola ● nuotare ● la conversazione fra Bilbo Baggins e il drago Smaug nello Hobbit di Tolkien ● dormire fino a tardi la mattina ● quello che riesci a leggere negli occhi di un uomo che sta per baciarti ● le colline senesi ● essere stupita ● mangiare con le mani ● I Soliti Sospetti di Bryan Singer ● l'odore del cuoio ● Berlino ● il pinzimonio ● le simmetrie ● il Gewurztraminer alsaziano ● La Divina Commedia di Dante Alighieri ● il sushi ● i tatuaggi che ho voluto sul mio corpo ● il sesso ● Ghirardelli square e il Golden gate a San Francisco ● ricevere una telefonata da qualcuno che non sentivo da troppo tempo ● l'arte di Rabarama ● Fingendo la poesia dei Marlene Kuntz ● essere curiosa ● il radicchio trevigiano ● i Depeche Mode ● il thé all'inglese ● Harry ti presento Sally di Rob Reiner ● una serata di chiacchiere ● leggere un libro in una notte ● l'Isfahan ai piedi del mio letto ● la spremuta di pompelmo ● le albicocche ● i giochi di sguardi ● L'idiota di Fedor Dostoevskij ● Essaouira quando il sole si tuffa nel mare ● la birra doppio malto ● raggiungere l’obiettivo che mi sono prefissata ● Wislawa Szymborska [da prima che vincesse il Nobel] ● le notti bianche ● catturare un'emozione e trattenerla ● i risotti ● Un amore di Swann di Marcel Proust ● fugare i sensi di colpa ● Harrods a Londra ● l'ikebana ● l'espressività del volto di Claire Forlani ● i cannoli allo zabajone ● gli abiti estivi di lino ● il profilo delle Alpi nelle giornate terse ● tornare a casa dopo tanto che manco ● Tori Amos ad una manciata di metri da me che suona il piano ● l'abbazia di Santa Giustina ● il profumo dei fiori di tiglio in giugno ● il cioccolato fondente all'80% ● Caruso Pascosky di padre polacco di Francesco Nuti ● Mantova ● vendicarmi ● gli stivali di Cesare Paciotti ● l’odore dell’erba appena tagliata ● il genio surreale di Renè Magritte ● la maestosità del Grand Canyon ● il Cosmopolitan ● andare a teatro ● Wile E. Coyote ● come scrive Aldo Busi ● il 1999 ● il porticciolo di Camogli ● l'insalata di polpo, patate e mentuccia ● gli uomini dagli occhi scuri e le mani curate ● i biscotti scozzesi al burro ● non dover dare spiegazioni ● le piante grasse ● i Juicy tubes lipgloss di Lancôme ● baciare gli occhi di chi amo ● la mia Mont Blanc ● spendere una cifra vergognosa in un giorno solo ● l'Allegorìa della vita di Guido Cagnacci ● Port el Kantaoui ● le trofie al pesto fagiolini e patate ● le maglie di cachemire di Malo ● trovarmi davanti all’improvviso l'uomo a cui stavo pensando, nell’ultimo posto dove credevo di poterlo incontrare, guardarlo negli occhi e sentirmi dire "stavo proprio pensando a te" ● il mio computer ● Die Wahlverwandschaften di Goethe ● Calvin & Hobbes di Bill Watterson ● vincere le mie paure ● i confronti schietti ● Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares ● ricevere dei fiori ● La voile rouge a St-Tropez ● essere accolta ● la mia Luna in Sagittario ● il Retrograde Perpetual calendar di Vacheron Constantin ● la Trilogia della città di K di Agota Kristof ● il coraggio ● le mie mani ● gli scacchi ● i gambas all'ajillo ● aspettare l'alba ● i quadri di Gustave Courbet ● le Moleskine ● Creuza De Ma di Fabrizio De Andrè ● i tuffi metaforici e non ● il cappuccino scuro ● la pittura barocca e l'architettura romanica ● il mio colbacco di volpe nera ed il mio Panama di Borsalino ● gli scioperi dei casellanti in autostrada ● il cinema ● Les trois gymnopedies di Eric Satie ● i complimenti che suonano sinceri ● l'arancione ● internet ● la saga della famiglia Malaussène di Daniel Pennac ● montare a cavallo all'americana ● la Sacher torte ● l'agriturismo ● Matrix dei fratelli Wachowsky ● Pere Lachaise ● i cristalli di Waterford ● Criminal Minds e Dr. House ● Trivial Pursuit ● aprire la pagina delle e-mail e scoprire che ho tre messaggi da leggere ● la fotografia B/N ● lo zenzero ● L'Alhambra di Granada ● i pic-nic ● il gelato al pistacchio ● La Première Sortie di Renoir ● il parquet di ulivo ● Frankenstein Junior di Mel Brooks ● il suono della viola ● Covent Garden a Londra ● lavorare con la radio accesa e inciampare in una canzone piacevole, interrompere tutto e mettermi a cantare ● il sedere di Riccardo ● Night and day di Cole Porter ● sedurre ● essere sedotta ● il gelato allo yogurt ● una cena pantagruelica con gli amici ● Maurizio Cattelan ● i primi appuntamenti ● cambiare idea ● l'EDT di Narciso Rodriguez ● il Cavalier King Charles Spaniel ● saper dire no ● i krumiri pucciati nel latte freddo ● il calore del camino quando fuori fa un freddo cane ● le Dolomiti ● Brùn a Cannes ● le ostriche ● l'astronomia ● il suk di Tunisi ● il taglio ed il colore dei miei occhi ● il corteggiamento ● i sandali gioiello ● il patè de foie gràs ● Lezioni di piano di Jane Campion ● una finale olimpica ● il borbottìo della caffettiera, la mattina presto ● chi sa interpretare la pienezza dei miei silenzi ● la torre di Belèm a Lisbona ● svegliarsi e trovare tutta la città coperta di neve ● il Requiem di Mozart ● il Krug rosè ● le camelie ed i ranuncoli gialli ● Siviglia e la sua architettura moresca ● Fiorella Mannoia dal vivo ● Elogio della fuga di Henri Laborit ● i crostacei, tutti ● Mimì sarà di Francesco De Gregori ● cambiare idea ● I’ve got you under my skin cantata da Frank Sinatra ● il castello di Torrechiara ● la melodia dei carillon ● la Fiera del Libro di Torino ● il tango argentino ● la Certosa di Padula ● guidare di notte con il giusto sottofondo musicale ● risalire la china ● la magnolia in fiore ● Che tu sia per me il coltello di David Grossman ● l'abbazia di Sant'Antimo ● No more shall we part di Nick Cave ● la liquirizia ● Il Narciso di Caravaggio ad un palmo dal naso ● l’odore del basilico ● San Diego ● il tratto di A26 che mi porta al mare ● la voce di Luca ● rileggere un libro due, tre, quattro volte ● il lapislazzuli, la labradorite e l'ambra ● Lamento di Portnoy di Philip Roth ● una bottiglia di Pomorosso su un tavolo apparecchiato per due ● ridere ●



oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---
--- 2003 ---




Ex voto

Accade
che le affinitá d'anima non giungano
ai gesti e alle parole ma rimangano
effuse come un magnetismo. É raro
ma accade.

Puó darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
piú del fresco germoglio. Tanto e altro
puó darsi o dirsi.

Comprendo
la tua caparbia volontá di essere sempre assente
perchè solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.

Insisto
nel ricercarti nel fuscello e mai
nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.

Era o non era
la volontá dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era.

Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,
di te tutto conosco, tutto
ignoro.

[Eugenio Montale]







● Template by CrisalideInversa ©

● La maggior parte delle immagini contenute in questo blog sono state trovate sul web e da me liberamente modificate. Quella scattate dalla sottoscritta recano il mio nick, appena sotto le stesse.
Se la rielaborazione e l'esposizione delle immagini qui presenti ledesse i diritti d'autore inviate una e-mail e richiedetene la rimozione. Sarà fatto.
Quanto ai testi, quella è roba mia. Sono però abituata a vederla sparsa in giro per il web e sapete che c'è? Ne sorrido. Le epigoni mi fanno questo effetto.

● Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Curiosamente, non si tratta nemmeno di un pamphlet, di un dizionario enciclopedico o di un piatto di trofie al pesto.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001







BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Blog Aggregator 3.0 - The Filter



Who Links Here